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«…le galline si ritirano nel loro alloggiamento, si appollaiano, chiudono gli occhi e dormono perché hanno capito che quando arriva il buio si deve dormire.» Walter Pierpaoli

L’importanza del buio e del sonno

Il mammifero Uomo ha ormai dimenticato del tutto l’influenza che le diverse fasi del giorno e della notte esercitano sulle funzioni dell’organismo e non presta la giusta importanza alla notte, momento in cui il nostro corpo cambia.

La ghiandola Pineale , nella sua funzione di orologio biologico del corpo, ci dice quando è ora di dormire e di svegliarsi, in relazione con l’alternarsi del giorno e della notte; gli stessi ormoni seguono una tipica ciclicità nel corso delle 24 ore con un preciso ritmo biologico. Questo ciclo giornaliero è definito ritmo circadiano.

I ritmi circadiani scandiscono la vita della maggior parte degli organismi viventi: dai batteri, alle piante, agli esseri umani. Essi ne regolano le funzioni biologiche secondo i ritmi dettati dalle ciclicità solari, lunari e stagionali.

Perché il sonno è così importante?

La cultura illuministica considerava il sonno come un’interruzione deplorevole all’operosità e razionalità umana. In realtà non dormiamo per un capriccio, ma perché ne abbiamo bisogno, d’altronde, come Leonardo Da Vinci ci insegna: «Natura non rompe sua legge».

Questa semplice riflessione potrebbe aiutarci a smettere di considerare il sonno come un’inutile perdita di tempo e tornare ad essere animali diurni quali per nostra natura siamo.

Il sonno è uno dei programmi ciclici dei ritmi circadiani, in quanto si ripete nelle ventiquattro ore, durante il buio. Mentre la durata ottimale del sonno è una condizione individuale e variabile da persona a persona, l’aspetto più importante è la sua qualità.

Man mano che il sonno si fa profondo la temperatura corporea si abbassa, il respiro rallenta, la pressione diminuisce, i muscoli si rilassano, molti sistemi organici rallentano la loro attività e l’organismo attiva i suoi processi di manutenzione.

Durante il sonno si ripulisce il cervello da sostanze di scarto, come la β-amiloide, causa dell’insorgenza di molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, migliorando le funzioni cognitive e dell’apprendimento2.

Un’altra funzione del sonno è quella di consolidare le memorie: similmente alle operazioni di deframmentazione del computer, il nostro cervello approfitta del sonno per mettere ordine nell’archivio storico.

Il sonno profondo ha una funzione positiva sul metabolismo e riparatrice sul corpo che si riflette sul miglioramento dell’umore e il ripristino dell’energia, con effetti positivi anche sulle prestazioni sportive3.

La durata del sonno influisce anche sull’obesità: se si dorme meno si tende ad aumentare di peso.4

Quando ansia, stress, esposizione a luce eccessiva o cattive abitudini alterano l’equilibrio del ritmo biologico e del sonno, questo influisce negativamente anche sulla prevenzione di danni alle funzioni psichiche e somatiche.

Recuperare la centralità del sonno

«[..] se non dormiamo abbastanza l’officina interna dell’organismo non è in grado di svolgere il suo compito straordinariamente importante.» Walter Pierpaoli

È chiaro dunque che se vogliamo preservare la nostra salute e longevità, è di fondamentale importanza prenderci cura del nostro sonno, mantenendo alla base del nostro stile di vita il rispetto dei ritmi biologici e organizzando di conseguenza le nostre attività giornaliere.

Al mattino l’aumento di adrenalina e cortisolo ci mettono in grado di attingere alle nostre riserve energetiche per metterci in grado di svolgere le nostre attività, con l’arrivo del buio invece si attiva la produzione di melatonina per indurre l’organismo al riposo.

Per ricreare una naturale periodicità del sonno è importante allenare il corpo a ritrovare l’equilibrio: esporsi alla luce del sole al mattino ci aiuta a “svegliarci” e affrontare con più energia la giornata, limitare l’esposizione alla luce – soprattutto quella blu delle apparecchiature elettroniche – e svolgere attività più rilassanti la sera ci aiuta a conciliare il sonno.

In questo modo consentiamo alla ghiandola Pineale – che si attiva con il buio – di produrre la melatonina per indurre l’organismo al riposo, tornando così a beneficiare di un sano riposo.

Tuttavia in un mondo tipicamente “sregolato” è necessario dare all’organismo un adeguato periodo di tempo per risincronizzare i suoi ritmi e, anche in relazione all’avanzare dell’età che comporta la diminuzione fisiologica della produzione di melatonina, ricorrere all’integrazione di Melatonina esogena che, tramite la sua azione indiretta sulla Pineale, può essere un valido aiuto per il ripristino dei ritmi biologici circadiani e il recupero del normale ciclo del sonno.

Fonti:

  1. Pierpaoli. La Chiave della Vita. Perugia, Morlacchi, 2007 Versione italiana del bestseller mondiale The Melatonin Miracle, New York, 1995, Simon & Schuster

  2. Manzano-León N, Mas-Oliva J. Estrés oxidativo, péptido beta-amiloide y enfermedad de Alzheimer [Oxidative stress, beta-amyloide peptide and Alzheimer’s disease]. Gac Med Mex. 2006 May-Jun;142(3):229-38. Spanish. PMID: 16875352.

  3. Halson SL, Juliff LE. Sleep, sport, and the brain. Prog Brain Res. 2017;234:13-31. doi: 10.1016/bs.pbr.2017.06.006. Epub 2017 Jul 17. PMID: 29031461.

  4. Bayon V, Leger D, Gomez-Merino D, Vecchierini MF, Chennaoui M. Sleep debt and obesity. Ann Med. 2014 Aug;46(5):264-72. doi: 10.3109/07853890.2014.931103. Epub 2014 Jul 11. PMID: 25012962.

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