Consigli per affrontare bene il cambio di stagione.

sincronizzazione e salute

Ci siamo dimenticati che siamo animali che ruotano attorno al sole e che la ciclica alternanza giorno-notte presenta variazioni stagionali che producono cambiamenti nell’illuminazione e nella temperatura quotidiane.

Vivendo in un ambiente completamente artificiale e protetto, si verifica una progressiva alterazione delle nostre difese naturali contro tutti gli agenti corporei esterni ed interni. Abbiamo dimenticato che siamo una specie di mammifero e che i vantaggi del “comfort quotidiano” possono comportare un’alterazione violenta o progressiva delle nostre difese naturali contro qualsiasi regolazione fisica esterna o interna della nostra resistenza immunologica naturale.

In particolare ci siamo dimenticati che siamo animali che ruotano attorno al sole e che la ciclica alternanza giorno-notte presenta variazioni stagionali che producono cambiamenti nell’illuminazione e nella temperatura quotidiane. Questo aspetto è ampiamente sottovalutato, ma in effetti influenza profondamente la nostra fisiologia e anche le funzioni mentali. I sintomi di profondo disagio e depressione sono molto comuni nei cambi di stagione e in particolare in autunno, quando osserviamo un declino delle ore di luce giornaliere e della temperatura. La nostra ghiandola pineale percepisce questi cambiamenti e ne trasferisce i relativi impulsi alla nostra rete neuroendocrina. Disagio, irrequietezza e irritabilità esprimono tali cambiamenti, visibili in misura minore anche in primavera. Questi evidenti problemi stagionali possono essere la causa di gravi condizioni psichiche. Chiaramente questi problemi sono più visibili nei Paesi del Nord Europa, mentre meno presenti, ad esempio, nell’area del Mediterraneo.

Un po’ come avviene durante il jet-lag, lo sfasamento circadiano ha un ruolo molto importante nel cosiddetto disturbo affettivo stagionale. Al fine di prevenire e correggere quei problemi stagionali, suggerisco semplicemente di anticipare e possibilmente prolungare le ore di sonno ed eventualmente al bisogno assumere anticipatamente la melatonina per favorire l’addormentamento e normalizzare lo sfasamento circadiano. Certamente tutto dipende dalle abitudini personali.

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