risincronizzazione

Cultura della salute: Glossario

I contenuti di questa sezione sono le interpretazioni e le spiegazioni, su disturbi e salute, conferite dal Professor Walter Pierpaoli in base ai risultati della sua ricerca scientifica.

Walter Pierpaoli è un medico, un uomo curioso della natura e della biologia, che ha passato quasi cinquant’anni, ben documentati, nell’allegra compagnia dei topolini, nella paziente attesa che essi gli insegnassero come e perché invecchiamo e moriamo.
La sua principale caratteristica personale è la resistenza alle avversità e un’abilità molto radicata a evitare le mode della scienza.
Il suo sentiero solitario non è stato ancora seguito, forse fortunatamente, da molti. Così può lavorare ancora in pace.

Salute

Andropausa e fertilità
Cosa è
L’andropausa è l’espressione del progressivo declino delle funzioni riproduttive nel maschio. Sebbene la senescenza sessuale nel maschio sia causa dei pregiudizi e della curiosa reticenza che affliggono l’argomento, sono molte le patologie e sintomi che mostrano chiaramente, nella stragrande maggioranza degli uomini, una insufficiente regolazione degli ormoni sessuali nel cervello (gonadotropine, LH, FSH)  con conseguente involuzione e atrofia degli organi sessuali periferici (p.e. testicoli e annessi) nell’invecchiamento.
Patologie collegate all’andropausa
Una delle più frequenti patologie è l’ipertrofia della prostata e conseguenti problemi urinari (difficile minzione, ritenzione di urina). Si osserva anche una progressiva caduta del desiderio sessuale e della potenza sessuale (frequenza, durata) con inerzia, apatia, depressione e debolezza muscolare. A nostro avviso,tali sintomi e disturbi non dipendono da una deficienza quantitativa di ormoni sessuali, ma piuttosto da un progressivo appiattimento e livellamento della secrezione ciclica circadiana degli ormoni stessi.
Andropausa: la salute del sistema pineale-ipotalamo-ipofisi può influire
Infatti tutti gli ormoni seguono un ritmo di secrezione circadiano (giorno e notte) e stagionale che è sotto il controllo di pineale-ipotalamo-ipofisi. L’invecchiamento del cervello conduce ad una progressiva rigidità dei meccanismi che regolano la sintesi e la secrezione degli ormoni (feed-back). Infatti il meccanismo centrale di regolazione e controllo situato nell’ipotalamo diviene rigido e lento nella risposta agli stimoli periferici con conseguente ridotta o esagerata risposta. Aumenta quindi la soglia con la quale uno stimolo genera una risposta adeguata.
Una lettura alternativa del problema: l’aiuto della melatonina
Tale rigidità centrale è tipica dell’invecchiamento ormonale-metabolico nei mammiferi. In particolare si osserva una de-sincronizzazionedei ritmi di secrezione degli ormoni sessuali. La melatonina, proteggendo la ghiandola madre centrale, vale a dire la pineale, dall’invecchiamento, aiuta a mantenere e persino a ricostituire la normale ciclicità fisiologica ormonale giovanile e conseguentemente delle ghiandole periferiche (surrenali, ovaie, testicoli, tiroide eccetera). In altri termini, il nostro lavoro ha dimostrato che l’andropausa non è attribuibile unicamente ad una carenza quantitativa di ormoni sessuali, che ovviamente diminuiscono con l’età,  ma piuttosto all’alterazione del ritmo della loro sintesi e secrezione notturna e diurna (circadiana). È auspicabile che vengano effettuati  ulteriori studi clinici con maggior numero di pazienti e di durata più lunga sugli effetti di melatonina nella normalizzazione degli ormoni sessuali (gonadotropine, GnRH, LH, FSH).
Autoimmunità
Melatonina, effetti riscontrati negli studi su malattie autoimmuni
L’utilizzo della melatonina è stato studiato in diversi modelli di animali affetti da malattie autoimmuni, ed è stato anche valutato clinicamente in pazienti umani con malattie autoimmuni. Nella maggior parte dei casi di malattie autoimmuni osservate (fatta eccezione per l’artrite reumatoide) il trattamento con melatonina ha ridotto la gravità della malattia, sia in sperimentazioni animali, sia in relazione a studi clinici. Tali risultati suggeriscono l’importanza del ruolo della melatonina endogena nello sviluppo in relazione allo sviluppo della malattia autoimmune, e la possibilità di un trattamento con la melatonina esogena delle malattie autoimmuni umane.
Precauzioni in caso di malattie autoimmuni
Ciò nonostante, non è ancora stato raggiunto un numero di osservazioni, sufficiente a validare a pieno titolo gli studi clinici. Per questo si raccomanda precauzione nell’uso di melatonina (soprattutto a dosaggi alti) in pazienti con patologie autoimmuni, per evitare di sollecitare  ulteriormente il loro sistema immunitario date le proprietà immunomodulatorie della melatonina.
Appunti sull’osservazione dell’uso di melatonina nel caso di malattia autoimmune
Secondo le nostre valutazioni la melatonina può essere utilizzata nelle malattie autoimmunitarie semplicemente perché essa contribuisce a ricostituire una reazione immunitaria normale e la capacità del sistema immunitario di riconoscere se stesso, e quindi  a non produrre anticorpi (auto-anticorpi) contro antigeni del nostro stesso organismo, cellule e tessuti. L’origine di tutte le malattie autoimmunitarie che coinvolgono la pelle, le ghiandole, il sangue e ogni altro tessuto, è basata sulla incapacità genetica,  congenita o acquisita del nostro sistema immunitario di riconoscere i nostri stessi tessuti. Questo, si è visto, genera una reazione autoimmunitaria. Lo stesso invecchiamento è in larga misura un latente e insidioso processo autoimmunitario che porta alle vasculopatie (alterazione e sclerosi dei vasi) ed alla formazione di autoanticorpi.
Melatonina e malattie autoimmuni: lo stato dell’arte
L’intero sistema immunitario che fa capo alla ghiandola pineale è sotto stretto controllo ormonale. Il nostro lavoro ha condotto alla dimostrazione  chela genesi e il mantenimento delle funzioni immunitarie, sono totalmente sotto controllo neuroendocrino (Neuroimmunomodulazione). Secondo noi la melatonina non farà aumentare la sintesi di auto-anticorpi aggressivi, come alcuni ricercatori proclamano senza prove di alcun genere ma, al contrario, agendo sulla ghiandola pineale favorirà progressivamente il miglioramento dei disturbi ormonali che sono alla base della genesi e della progressione della malattia autoimmunitaria, come nel caso delle tiroiditi autoimmuni. È comunque auspicabile che vengano effettuati ulteriori studi clinici con maggior numero di pazienti e di durata più lunga sugli effetti di melatonina nelle patologie autoimmuni.
Chirurgia
Benefici della melatonina prima e dopo interventi chirurgici
Raccomandiamo vivamente l’uso della melatonina e dello zinco prima e dopo interventi operatori chirurgici di qualsiasi tipo e natura per le ragioni seguenti: 1) miglioramento della qualità del sonno, alleviamento dello stato di stress e ansietà, e rafforzamento dell’immunità prima degli interventi chirurgici. 2) ristabilimento dagli effetti tossici e psichici di una narcosi profonda, e ricostituzione della immunità dopo l’immunosoppressione sempre indotta dallo stress, dai farmaci e dalla narcosi dopo gli interventi chirurgici.
Immunità
Come dimostrato da numerose ricerche e studi clinici,la melatonina, specialmente se associata allo zinco, è un agente immunopotenziante potente e affidabile. A nostro avviso, la melatonina non agisce direttamente sul sistema immunitario ma mediante i suoi effetti sincronizzanti sull’intero sistema neuroendocrino, che controlla a sua volta totalmente il sistema immunitario.
Melatonina e azione timica
La melatonina esercita anche una azione sul timo (la ghiandola preposta all’approvvigionamento da parte del corpo di cellule immunocompetenti) e sull’immunità ritardata o da trapianto, e di conseguenza anche sulla resistenza agli agenti virali.  Gli effetti della melatonina nel potenziamento dell’immunità possono essere forti e sembra che tali effetti siano potenziati tramite l’utilizzazione dello zinco che, per esempio, è richiesto per la sintesi e l’attivazione dell’ormone timico timulina. Per riassumere, la melatonina protegge la ghiandola pineale e la riequilibra ai livelli di funzionalità ottimale giovanile. In condizioni di stress, stato che produce una immunosoppressione profonda, la melatonina aiuta a proteggere e restaurare l’immunità.
Jet lag
Jet lag come si manifesta
Un lento e difficile adattamento all’ora ed all’ambiente fisico locale (temperatura e ora del giorno o della notte)prodotto dall’attraversamento di diversi fusi orari inun arco temporale ristretto, con lunghi voli oltre Oceano, si manifesta attraverso il disagio, la sonnolenza, la debolezza e i problemi psicosomatici e neurovegetativi, per esempio.
Prepararsi alla partenza
Questi sintomi possono essere prevenuti o superati con l’assunzione di melatonina prima della partenza e all’arrivo nel luogo di destinazione. Lo stesso è fattibile al ritorno. Allo scopo di adattarsi al tempo (ora locale) del luogo di destinazione prima della partenza, è consigliabile cominciare ad assumere melatonina due o tre giorni prima della partenza, all’ora corrispondente alla tarda serata (tra le 22:00 e le 24:00) relativa al fuso orario del luogo di destinazione. L’assunzione di melatonina andrebbe proseguita nei giorni di permanenza, all’ora di coricarsi. Questo aiuterà il cervello ad agevolare una rapida sincronizzazione  all’ora locale.Lo stesso andrà fatto al ritorno, cominciando due-tre giorni prima della partenza ad assumere la melatonina in corrispondenza dell’orario serale del luogo di rientro.
Prevenire il Jet lag
Nel caso in cui l’adattamento profilattico non sia possibile (per esempio a causa di spostamenti continui e brevi soste), allo scopo di mitigare almeno gli effetti del jet-lag, è consigliabile assumere la melatonina al luogo di arrivo solo al momento di andare a letto per dormire (tra le 22:00 e le 24:00) e non prima. L’adattamento senza una preparazione adeguata prima della partenza è naturalmente meno efficiente per la prevenzione del  jet-lag con la melatonina. Il disagio prodotto dal jet-lag diventa molto evidente e sgradevole quando la differenza del fuso orario tra il luogo di partenza e quello di arrivo supera le sei ore (per esempio superiore al volo tra Roma e New York).
Libido
Libido sana in corpore sano

La libido è strettamente legata a molti fattori psicologici, somatici e ambientali della natura più svariata. Ogni forma di libido è collegata a forti fattori culturali e genetici. Tuttavia, un buon sonno, una dieta piacevole e gratificante e la serenità della mente in una persona sana creano le condizioni per sentire ed esprimere una condizione di libido che è fondamentale per ogni tipo di relazione sessuale nelle persone sane ed equilibrate.

La melatonina favorisce una regolazione ormonale giovanile

La melatonina non aumenta la libido, e non la diminuisce come dimostrano diversi recenti studi (in cui si osserva il mantenimento dei livelli di GnRH, LH e testosterone).
Secondo la nostra esperienza la melatonina contribuisce a mantenere più al lungo nel corso del tempo e degli anni una normale libido che accompagna chiaramente una relazione sessuale completa, perché la melatonina ci aiuta a mantenere una regolazione ormonale giovanile e la libido è anche l’espressione ovvia del mantenimento dell’equilibrio degli ormoni sessuali a un livello giovanile.

 

Menopausa e fertilità

La menopausa è l’espressione della fine progressiva e talvolta improvvisa delle mestruazioni mensili della donna nell’età fertile.

Menopausa e perimenopausa

La perimenopausa (gli anni prima, durante e dopo la menopausa) è generalmente accompagnata da molti cambiamenti, disturbi e sintomi legati al declino della regolazione ormonale dell’ovulazione. Il problema è chiaramente neuroendocrino e infatti la terapia di sostituzione ormonale (HRT) può produrre un’inversione positiva delle alterazioni legate alla menopausa.
Sulla base del lavoro clinico condotto dal professor Pierpaoli e il suo team, pubblicato su “Experimental Gerontology”, siamo convinti che la melatonina da sola o in combinazione con la HRT è in grado di migliorare in maniera evidente il corso della menopausa, al punto da poter prolungare la fertilità e in alcuni casi persino ricostituire l’ovulazione ciclica e le mestruazioni.

Cosa succede al corpo della donna in menopausa?

Dalle osservazioni condotte, non risulta corretto sostenere che le ovaie si esauriscano.
In realtà avviene un progressivo riassorbimento e sclerosi delle ovaie (atresia delle ovaie) che è programmato dal cervello e non dipende certo dal loro esaurimento. La melatonina può aiutare a produrre una ricostituzione progressiva della secrezione giovanile delle gonadotropine ipofisarie e invertire così il corso della menopausa.

Pubblicazioni a supporto

Gli straordinari effetti della melatonina nella ricostituzione del sistema ormonale riproduttivo,nella sintesi e secrezione degli ormoni sessuali, e nella ripresa – straordinaria – della sintesi degli ormoni tiroidei sono stati dimostrati e pubblicati. Per maggiori approfondimenti consigliamo di consultare l’articolo.

Bellipanni G., Bianchi P., Pierpaoli W., Bulian D. and Ilyia E. Effects of melatonin in perimenopausal and menopausalwomen: a randomized and placebo-controlledstudy. Exp. Gerontol., 36, 297-310, 2001.
Pineale (ghiandola)
Ghiandola Pineale: definizione, conformazione, connessioni

La ghiandola pineale o, nel suo nome anatomico epiphysis cerebri, è una piccola ghiandola della grandezza di un fagiolo che è connessa al cervello, al sistema neuroendocrino (ormonale) e ai gangli e nervi periferici attraverso un complesso reticolo di connessioni bidirezionali e, in particolare, ai nuclei dell’ipotalamo anteriore (nuclei soprachiasmatici), all’ipofisi, agli occhi (retina) e, attraverso i gangli nervosi sopracervicali, alla tiroide, al timo e a tutte le altre ghiandole endocrine come le surrenali e le gonadi.

La ghiandola pineale: direttore dell’orchestra ormonale

È quindi chiaro che, attraverso le sue connessioni dirette con i centri del cervello che regolano la temperatura e il fotoperiodo (circadiano notturno-diurno e stagionale) e la variabilità ciclica della sintesi e secrezione degli ormoni, la ghiandola madre pineale agisce come un vero e proprio direttore dell’orchestra ormonale,nel corso della crescita, della pubertà, della fertilità e in fine dell’invecchiamento.

Centralità della ghiandola Pineale nel processo evolutivo

Si deve tuttavia rilevare che il ruolo della ghiandola pineale, nel mantenimento di tutte le funzioni corporee, è strettamente legato all’evoluzione diversa dei mammiferi e delle altre specie di vertebrati, in relazione alla sopravvivenza ed ai bisogni riproduttivi di ogni specie.
La spinta evolutiva legata alle necessità della riproduzione e al mantenimento della specie è prioritaria. Per questo la ghiandola pineale e le sue secrezioni,sono fondamentali  per la biologia della riproduzione. Nel corso dell’evoluzione, il  reticolo integrato pinealico di ogni specie ha acquisito  la capacità di sviluppare progressivamente e di mantenere un suo particolare “orologio della vita, della fertilità, dell’invecchiamento e della morte” secondo le sue esigenze ambientali.

Ogni specie ha sviluppato un proprio orologio dell’età

L’influenza parallela genetica e ambientale nel corso dell’evoluzione di ogni specie ha condotto a plasmare  un preciso orologio dell’età per ogni singola specie. In altre parole, i bisogni e le spinte ambientali e riproduttive hanno portato alla costruzione di precisi orologi programmati per ogni specie.

Il ruolo della pineale nel processo di invecchiamento

Così, il reticolo integrato pinealico, controlla il programma neuroendocrino dell’invecchiamento del cervello e scandisce il tempo per crescere, per procreare, per invecchiare e per morire.
Questi precisi eventi programmati sono del tutto distinti. L’invecchiamento non è prodotto da alcuna malattia. Le malattie possono solo accelerare la senescenza.  La morte è distinta dall’invecchiamento ed è inesorabilmente legata al segnale della morte nella pineale. Gli esperimenti condotti sui roditori, dal professor Pierpaoli e il suo team, e ulteriori evidenze cliniche, mostrano che la ghiandola pineale e le sue molecole, possono veramente ritardare e invertire l’invecchiamento. Lo possono fare agendo su quegli stessi meccanismi che ci fanno crescere e procreare. 
La ghiandola pineale è la chiave per comprendere la natura dell’invecchiamento semplicemente perché regola, dalla nascita alla senescenza, la variabilità circadiana e stagionale di tutti quegli ormoni che regolano le funzioni del corpo, in particolare i processi ossidativi della respirazione cellulare e la termoregolazione.

La morte non dipende dall’invecchiamento

Come affrontato in altre sezioni, le osservazioni hanno lasciato emergere la presenza di uno specifico programma morte, che consiste in un preciso segnale della ghiandola pineale, che è programmato nel tempo. La morte non dipende dall’invecchiamento.
Possiamo arrestare l’invecchiamento ora, e presto saremo anche in grado di interpretare il meccanismo dell’ orologio della morte. Abbiamo solo bisogno di tempo e di molti altri esperimenti e osservazioni sperimentali e cliniche.
Questo significa che potremmo morire a centoventi anni di età senza alcuna malattia, e che “morire giovani, più tardi possibile”(A. Montagu) potrebbe essere più realistico di quanto si pensi.

Umore

L’umore è lo stato mentale e psicologico di una persona. Cattivo umore o buon umore esprimono lo stato psichico e mentale attuale.
Tale stato ha a che fare con la genetica individuale, con la biochimica del cervello e molti altri tratti congeniti o acquisiti della personalità.

Variazioni dell’umore in relazione a cicli ormonali

Nel corso dell’invecchiamento, negli anni della perimenopausa o periandropausa, le variazioni dei cicli ormonali influenzano profondamente l’umore.
Per esempio, la grande maggioranza delle donne in perimenopausa sperimentano cambiamenti e variabilità dell’umore e uno stato depressivo nelle ore mattutine, specialmente quando il sonno ed il riposo sono disturbati da insonnia, nervosismo, sudorazioni, palpitazioni e vampate.

Osservazioni sulla correlazione tra melatonina e umore

L’esperienza derivata dalle osservazioni condotte negli anni dal professor Pierpaoli, e il suo team di ricercatori, suggerisce che la melatonina  contribuisca fortemente a un generico miglioramento dell’umore e dello stato d’animo nella quasi totalità delle persone. Questa evidenza è legata da un rapporto di consequenzialità con il ripristino dei ritmi ormonali.

Molecole naturali

Antiossidanti e invecchiamento
Gli antiossidanti rallentano l’invecchiamento?

Non condividiamo l’idea che l’invecchiamento possa essere ritardato dagli antiossidanti,icosiddetti “spazzini dei radicali liberi”, e simili interventi e rimedi basati su estrapolazioni semplicistiche e spesso prive di una base scientifica solida. Noi riteniamo che il danno ossidativo e la formazione di radicali liberi, che sono una conseguenza della respirazione cellulare ossidativa, contribuiscono solo in minima misura e forse per nulla affattoall’invecchiamento.

Anche la melatonina è un antiossidante

Non esiste evidenza sperimentale o clinica in vivo che l’assunzione nella dieta di ogni giorno di quantità anche enormi e crescenti di “anti-ossidanti” come la vitamina E, il glutatione e la stessa melatonina, che è il più potente agente antiossidante naturale conosciuto, possa prolungare la longevità in relazione quantitativa alla dose. Questo significa che il documentato effetto della melatonina nel prolungamento della longevità non dipende certo dalla sua capacità di neutralizzare i nefasti e tossici “radicali liberi”. Noi siamo convinti che l’impatto dei radicali liberi e il danno ossidativo come causa primaria dell’invecchiamento siano del tutto irrilevanti o inesistenti. La Natura ha certo provveduto durante l’evoluzione delle specie in milioni di anni alla neutralizzazione del danno ossidativo quando questo viene prodotto dalla respirazione cellulare.

L’effetto antinvecchiamento della melatonina non dipende dalle sue proprietà antiossidanti

Quindi noi non condividevamo affatto l’ipotesi che l’effetto anti-invecchiamento della melatonina sia dovuto alla sua natura di antiossidante. Oltretutto, la melatonina è prodotta soprattutto di notte, quando il danno ossidativo è minimo e tutto il ritmo del metabolismo cellulare rallenta. La somministrazione serale di melatonina a una dose relativamente bassa impedirà semplicemente alla ghiandola pineale di sintetizzare e di secernere la melatonina e la metterà quindi a riposo. Questo manterrà più a lungo la sua efficienza, specialmente nella tarda età, nel produrre altre molecole. Infatti, il trapianto di pineale da animale giovane a vecchio prolunga la vita molto più significativamente che non la somministrazione di melatonina.

 Quindi, la melatonina è assolutamente necessaria come rimedio antinvecchiamento perché protegge la pineale stessa dall’invecchiamento. Il concetto è chiaro, totalmente scientifico e per questo è stato oggetto di distorsione al fine di confondere chi cerca la melatonina.

Medicine e integratori naturali

La natura ci fornisce i suoi farmaci naturali molto meglio delle scienze mediche. I miliardi di molecole create dalla natura  contengono una ricchezza illimitata di elementi fondamentali di natura organica ed inorganica (minerali), che sono in gran parte componenti del nostro corpo. Il problema è solo la quantità e la qualità.  Il quesito principale è solo di natura biologica: come funzioniamo? Perché invecchiamo?

L’alimentazione sana non basta

La nostra preoccupazione fondamentale deve ovviamente essere la prevenzione delle malattie degenerative legate all’invecchiamento, malattie che spesso la medicina moderna non sa affatto prevenire e tanto meno curare o guarire. Fino a ora, la prevenzione delle malattie e dell’invecchiamento con alimenti sani e naturaliè stata del tutto empirica o basata su osservazioni illusorie e fuorvianti. Con la notevole eccezione degli effetti di una bassa dieta calorica, non esisteva finora alcun modo per ritardare la senescenza.

Il ruolo fondamentale di alcuni minerali

Ora la situazione sta evolvendo rapidamente verso una soluzione biologica di base ancorata alla comprensione del carattere biologico evolutivo dell’invecchiamento, nel nostro caso, dei “mammiferi termoregolati”.
Con altre parole, noi possiamo ora medicare noi stessi con cibi contenenti elementi essenziali (per esempio lo zinco), purché si sappia se la nostra persona o famiglia soffra o no di specifiche deficienze dei principali metaboliti. Le medicine naturali devono contenere gli elementi adatti a compensare gli elementi essenziali che mancano dalla nostra dieta.

Il contributo della melatonina nel mantenimento delle funzioni ormonali

Sappiamo che la melatonina non è un vero ormone e non agisce direttamente, ma piuttosto funge da mediatore proteggendo la ghiandola pineale nel cervello.
Ciò permette di mantenere le funzioni ormonali intatte ed in particolare la produzione ciclica e circadiana di tutti gli ormoni. Dato che la melatonina è presente ovunque nella natura, essa si trova anche nella maggioranza dei cibi vegetali e animali. Tuttavia, il suo declino notturno nella pineale segnala la progressiva perdita della ciclicità ormonale e quindi l’invecchiamento metabolico. Quindi deve essere assunta alla sera come “integratore naturale” perché nessuna quantità di melatonina contenuta nel pasto serale è sufficiente a sostituire la carenza endogena. Nel frattempo noi stiamo progressivamente identificando e “catturando” altre molecole naturali che saranno in grado di aiutare a ricostituire rapidamente la salute e la giovanilità mediante il “ripristino dell’orologio ormonale centrale”.

Infatti, molte altre molecole naturali sono necessarie in una dieta sana, inclusi molti minerali, elementi traccia in quantità minime ma essenziali, un grande numero di vitamine ed altre molecole “donatrici” e “catturatrici” di gruppi molecolari che fanno funzionare le cellule. Tuttavia nessuna di loro è in grado da sola di ritardare l’invecchiamento come noi abbiamo dimostrato con la melatonina: le medicine naturali della dieta non ci faranno vivere più a lungo e in buona salute a meno che si sappia perché e come si invecchia.

«Il passo interpretativo fondamentale è stato compiuto, ora dobbiamo studiare i meccanismi e la tecnica che il corpo usa per mantenere “l’orologio della vita” ovvero  i ritmi del  sistema neuroendocrino.»

W. Pierpaoli

Melatonina

La melatonina è ubiquitaria in natura, vale a dire è presente in ogni forma vivente animale e vegetale. Essa è molto concentrata nella ghiandola pineale dei mammiferi, uomo compreso, e in ogni specie di vertebrato, ove è prodotta durante la notte. Ciò dà luogo ad un “picco notturno” dei livelli di melatonina, che può essere misurato nel sangue e anche nella saliva.

Molecole naturali

La definizione comprende tutte le molecole inventate dalla natura e presenti nel mondo inorganico e organico. Esse debbono essere un punto di riferimento per la prevenzione delle malattie, sebbene il loro ruolo nelle funzioni del corpo sia ancora poco conosciuto.

Funzioni chiave delle molecole naturali

Nel corso dell’evoluzione delle specie certe molecole hanno acquisito funzioni chiave che riguardano il processo di produzione di energia, che è fondamentale per l’integrità cellulare.
Per esempio, il ruolo dei minerali e degli elementi traccia non può essere dissociato da quello degli ormoni, delle vitamine, degli enzimi, delle glicoproteine plasmatiche, degli zuccheri, dei carboidrati e così via, semplicemente perché la maggior parte dei minerali è stata incorporata nelle molecole più complesse dove il metallo, o l’elemento traccia, ha acquisito un ruolo basale.
Per esempio, il ferro nella ferritina e nella transferrina, lo zinco nella timulina (l’ormone timico) e così via.

I minerali hanno favorito lo sviluppo delle molecole organiche complesse

In altre parole, le molecole naturali e in particolare i minerali hanno preceduto e accompagnato lo sviluppo delle molecole organiche complesse e degli esseri viventi sul pianeta.

L’equilibrio delle molecole naturali

L’equilibrio di tutte le molecole naturali può essere mantenuto con una dieta appropriata. La nostra ignoranza non permette di intervenire correttamente con integratori dietetici intelligenti a meno che tali integratori e agenti addizionali introdotti empiricamente nella dieta siano utilizzati correttamente da un controllo ormonale della produzione e del consumo di energia, infatti se il vostro controllo ormonale è alterato, le molecole naturali contribuiranno solo a rendervi più grassi e pesanti.
Nessun integratore dietetico o medicina naturale vi può giovare e curare a meno che il sistema centrale di monitoraggio ormonale del corpo sia sincronizzato secondo la periodicità ciclica ormonale del giorno e della notte e l’orchestra ormonale e il suo direttore, vale a dire il complesso che fa capo alla ghiandola pineale suonino d’accordo nell’armonia programmata.

Proteggere il complesso pinealico

Nel corso dell’invecchiamento, possiamo proteggere il nostro direttore d’orchestra, vale a dire il nostro complesso pinealico dal progressivo arrugginimento, assumendo melatonina alla sera prima di dormire. Ciò permette alla ghiandola pineale di mantenere meglio il suo ruolo di regolatore centrale o di direttore dell’orchestra ormonale.

Selenio

Il selenio è un elemento traccia fondamentale del corpo. Le abitudini alimentari moderne della ricca società occidentale hanno comportato una drastica riduzione della quantità giornaliera di selenio assunta con la dieta.

Selenio, essenziale per la funzione immunitaria

Il selenio è essenziale per la reazione enzimatica responsabile della sintesi del glutatione, una molecola naturale endogena presente in tutte le cellule che possiede forti proprietà antiossidanti (elimina i radicali liberi). Una carenza di selenio nella dieta conduce ad uno stato di immunodeficienza (diminuita resistenza alle malattie infettive e al cancro), a una diminuita capacità anti-tossica del corpo e a malattie degenerative, che sono tutte espressioni tipiche dell’invecchiamento. Studi epidemiologici negli Stati Uniti, condotti su migliaia di uomini anziani, hanno dimostrato l’efficacia del selenio nella prevenzione dell’ipertrofia prostatica.

Zinco

Lo zinco è uno dei più abbondanti minerali del suolo terrestre, in particolare dei terreni di origine vulcanica e, nel corso dell’evoluzione, è stato incorporato come elemento attivo in oltre duecento enzimi, molecole fondamentali per le funzioni cellulari essenziali.

La ghiandola pineale, zinco e immunità

Non è un caso sela ghiandola pineale contiene altissime concentrazioni di zinco.
L’assorbimento intestinale dello zinco alimentare e il suo utilizzo declinano costantemente nel corso della senescenza, per cui lo zinco perduto supera i livelli di quello assorbito e utilizzato dal corpo. L’assunzione di zinco può compensare tale deficit e migliorare molto, per esempio, l’immunità.

Ricerche sul ruolo dello zinco

Alcune nostre ricerche (vedi studio all’INRCA di Ancona -Istituto di ricerche gerontologiche Nino Masera, con i ricercatori Nicola Fabris, Eugenio Mocchegiani e colleghi, da anni impegnati nello studio degli effetti immunostimolanti e antiinvecchiamento dello zinco) hanno evidenziato che lo zinco èindispensabile per sostenere il recupero funzionale di persone di età più avanzata.

 

Patologie

Cancro
Il contributo della melatonina

La melatonina non è una cura per il cancro.
I suoi effetti sul cancro sono visibili solo se essa è associata a un certo numero di agenti immuno-stimolanti e alle terapie convenzionali. 
La melatonina aiuta a migliorare lafunzione della ghiandola pineale anche nei pazienti oncologici, contribuendoin tal modoindirettamentealla ricostituzione dei meccanismi della cosiddetta “sorveglianza  sul cancro”, vale a dire i meccanismi di riconoscimento e rigetto immunologico del cancro.

Cancro: alcune cause riconosciute

Il cancro è spesso preceduto da alterazioni ormonali che modificano il sistema immunitario e indeboliscono i suoi compiti di sorveglianza contro le cellule tumorali: uno stato preesistente di immunosoppressione (che può essere indotto anche da fattori esterni, stress, scompenso dei naturali cicli biologici circadiani, ecc.) può infatti comportare un’alterazione del controllo neuroendocrino da parte del sistema immunitario.

Melatonina, effetto sull’immunità compromessa

La melatonina, anche attraverso la sua influenza sull’epifisi, aiuta a ricostituire una immunità compromessacontribuendo in tal modo a correggere le alterazioni ormonali che possono precedere il cancro. La somministrazione di melatonina, che nella profilassi del cancro può raggiungere  anche  dosaggi consistenti è, secondo noi, rilevante.
Con altre parole, proteggendo la ghiandola pineale, la melatonina contribuisce a proteggerci dall’insorgenza di tumori di origine psiconeuroendocrina (incluso spesso  il cancro mammario).

Tuttavia, qualora il cancro  sia già sviluppato ed esteso, la melatonina non avrà effetti significativi sul suo corsoma produrrà miglioramenti delle condizioni generali del paziente (umore, sonno, nutrizione, soglia dolorifica elevata ecc.) che possono tradursi in un prolungamento della vita.
 
La ghiandola pineale è la chiave interpretativa delle cause dell’invecchiamento e molte volte del cancro: la somministrazione serale di melatonina manterrà la ghiandola pineale giovane e funzionante.

Coliti
Melatonina in caso in coliti

Abbiamo osservato e documentato miglioramenti notevoli di alcuni casi di colite acuta e specialmente di malattie intestinali croniche come la colite ulcerosa e le sindromi croniche intestinali spastiche, prodotti dalla somministrazione serale di melatonina, insieme allozinco. Non si sa ancora se questi effetti benefici della melatonina esogena dipendano da una semplice ricostituzione della melatonina prodotta dalla mucosa intestinale (la cui produzione è controversa) o dalla protezione diretta della mucosa intestinale. In questo caso specifico, l’attività locale e additiva  antiossidante della melatonina combinata allo zinco potrebbe essere rilevante.

Depressione
Depressione, caratteristiche dei disordini affettivi stagionali

La depressione, e icosiddetti  “disordini affettivi stagionali” (SAD), caratterizzati da umore mattutino cupo, sono stati mentali causati da una tale varietà di alterazioni ormonali, disturbi psichici ed emotivi di origine familiare, sociale e neuropsichiatrica,che sarebbe impossibile elencarli tutti.
Le depressioni possono essere associate a nervosismo e ansietà e paure, e anche essere permanenti nel subconscio senza che la persona ne sia consapevole. Spesso la depressione è associata ad apatia e disinteresse per il mondo esterno. Molte persone si adattano e “co-abitano” permanentemente con la depressione. La depressione è la più pericolosa e devastante di tutte le malattie, in quanto ci priva di ogni gioia e motivazione a vivere.

Depressione e biochimica

La depressione blocca e altera la biochimica del cervello (o ne è provocata) e crea un circolo vizioso di eventi negativi nel corpo e nella mente. Una condizione molto comune di depressione più o meno profonda è presente molto spesso nella menopausa e nell’andropausa e ovviamente dipende dal declino degli ormoni sessuali (estrogeni, progesterone, testosterone ed altri).

Livelli notturni di melatonina in caso di depressione

È noto che nelle depressioni i livelli notturni di melatonina sono molto bassi. La melatonina, anche contribuendo a ricostituite una ciclicità ormonale tramite la sua azione sull’epifisi, è in grado di mitigare la depressione in molti modi. L’azione antidepressiva della melatonina esogena è stata dimostrata in molti studi.  La melatonina aiuta a ricostituire un sonno fisiologico e, agendo sulla funzionalità della ghiandola pineale, la ciclicità degli ormoni sessuali, in particolare il testosterone e gli estrogeni. Si osservano risultati anche a breve termine ma i migliori risultati nel ripristino di un umore mattutino positivo, e vivace si ottengono con un trattamento (spesso dose-dipendente) più prolungato associato naturalmente ad interventi addizionali come la dieta, l’esercizio fisico rilassato e costante, una normale e gratificante attività sessuale e la psicoterapia ove è richiesta.

Insonnia
La melatonina non è un sonnifero

Il sonno è un evento regolare, temporaneo, circadiano (variazione notte-giorno), ciclico della vita. L’insonnia è un disturbo della lunghezza ma soprattutto della qualità del sonno, che può produrre danni talvolta gravi e irreparabili delle funzioni psichiche e somatiche. La melatonina non è un sonnifero e non ha l’effetto di un farmaco sul periodo e la qualità del sonno. La melatonina, grazie alla sua azione centrale sull’epifisi e quindi sulla risincronizzazione della ciclicità ormonale, aiuta a ricostituire un tipo di sonno giovanile e fisiologico.

I fattori che alterano il sonno

L’azione ristoratrice del sonno non dipende dalla sua durata, ma dalla sua qualità. Alcuni degli elementi che possono alterare il sonno sono:

  • Esporsi fino a tarda sera alle luci blu degli schermi, le quali interferiscono con la produzione di melatonina da parte della ghiandola Pineale.
  • Tenere luci accese mentre si dorme: è necessario dormire al buio più completo se si vuole migliorare la qualità del sonno
  • Bere caffè e alcolici prima di andare a dormire
  • Mangiare di notte
  • Mangiare cibi pesanti a cena
  • Riscaldare eccessivamente gli ambienti in cui si dorme.

Un sonno normale e sano è caratterizzato da una fase iniziale dei “rapid eye movements” (periodo REM).
Se il sonno è disturbato da molti fattori come durante un “invecchiamento patologico” (invecchiamento accelerato a causa della concomitanza della presenza di patologie), i movimenti REM scompaiono. 
È noto che tutti gli ormoni seguono una tipica ciclicità e variazione quantitativa nel corso della ventiquattro ore, che viene alterata da molti fattori come lo stress, lo stato ansioso, le malattie, il jet-lag ed altri.

Il sonno, facilitato dalla melatonina

Il sonno facilitato dalla melatonina produce un tipo di sonno giovanile, comprensivo della fase REM, che aiuta a ricostituire le forze psichiche e fisiche del corpo come nella giovinezza. Allo scopo di mitigare l’insonnia, si deve anche ricreare una periodicità e una qualità del sonno che si possono ottenere con la melatonina. Il progressivo ripristino della ciclicità ormonale prodotto mediante l’azione protettiva della melatonina sulla ghiandola pineale, produce una cascata di eventi positivi che restauranaturalmente un sonno sano e profondo, indipendentemente dalla sua durata.

Sonno e immunità

È anche stato osservato che il sonno influenza l’immunità in quanto la sua carenza produce stress e ansietà, condizioni che hanno gravi effetti sulla resistenza immunitaria. La melatonina può quindi aiutare a ricostituire il sonno e l’immunità.

Nervosismo

Anche il nervosismo e l’irritabilità, come l’umore, esprimono una situazione di stress palese o inconscio prodotto da un sistema neuroendocrino alterato dall’invecchiamento.

Il nervosismo è una espressione biochimica

L’ansietà e il nervosismo sono anche l’espressione psichica di una biochimica cerebrale sbilanciata da un controllo insufficientemente preciso della sintesi e della secrezione di ormoni e neurotrasmettitori nel cervello.

Melatonina e nervosismo

La melatonina, per la sua azione sulla funzionalità dell’epifisi, possiede la capacità, nella maggioranza delle persone, di aiutare a riequilibrare e di regolare progressivamente la ciclicità ormonale circadiana.
Il risultato potrebbe essere uno stato psichico di benessere e serenità in particolare al mattino al risveglio e in condizioni di tensione sociale: si torna padroni di se stessi.

Stress
Stress e distress

Lo stress è una parola piuttosto indefinita per spiegare una condizione di sconforto e irrequietezza, di tensione e di inadeguatezza ambientale, mentale e psicologica. Si ha però una definizione più precisa di questo stato nella parola distress, o reazione negativa a situazioni anche potenzialmente positive. Lo stress acuto, temporaneo, permanente, conscio o inconscio è legato a una miriade di situazioni sociali e personali ed è in fondo una condizione strettamente individuale dato che la stessa situazione evoca reazioni e sentimenti diversi in persone costituzionalmente differenti.

Conseguenze dello stress

Lo stress è fondamentalmente una condizione psicologica che può tuttavia condurre a molte malattie di tipo autoimmunitario, cardiovascolare, e al cancro. Queste sono le tipiche malattie da stress, che sono anche le malattie legate all’invecchiamento. Lo stress percepito come reazione avversa e negativa accelera inevitabilmente il corso dell’invecchiamento. Individui e popolazioni longeve sperimentano o percepiscono bassi livelli di stress sociale e ambientale.

Melatonina, contribuisce all’equilibrio che riduce lo stress

Per semplificare, lo stress è una condizione normale della vita, con la differenza che la reazione individuale allo stress è diversa. Naturalmente, attraverso la sua capacità di contribuire ad equilibrare un sistema neuroendocrino e immunitario (tramite l’azione sull’epifisi), di migliorare il sonno e l’umore, la melatonina è un buon rimedio scientifico per combattere lo stress e per aiutare a ricostituire uno stato psichico gioioso e positivo capace di favorire l’adattamento alle situazioni personali e sociali problematiche.

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